Organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla Vervoordt Foundation, In-finitum, in programma a Venezia, presso palazzo Fortuny dal 6 giugno al 15 novembre 2009, esplora la categoria dell’Infinito nelle sue diverse accezioni, dal non-finito all’illimitato, con un approccio multidisciplinare in cui arte, scienza e filosofia di ere e civiltà diverse si incontrano e si confrontano.La mostra, a cura di Axel Vervoordt, Daniela Ferretti, Giandomenico Romanelli e Francesco Poli, completa e conclude il ciclo espositivo ideato da Axel Vervoordt iniziato a Venezia nel 2007 con Artempo: Where time becomes art  e  proseguito nel 2008 a Parigi con Academia: Qui es-tu?

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Thomas Ruff, ‘Sterne, 11h 54m, -20°’, 1989. Collection Axel Vervoordt

Esplorare il concetto di “infinito” significa davvero intraprendere un viaggio spirituale. L’anelito alla perfezione, alla compiutezza è per l’uomo confronto costante con i propri limiti, con l’inarrivabile. E contemporaneamente l’infinito è anche il non-finito, il non completo, il vuoto o,  ancora, il contenitore del tutto. L’infinito come percorso senza fine verso la completezza, la conoscenza e l’illuminazione ha ispirato artisti, scienziati e letterati fin dagli albori dell’età dell’uomo. Le loro scoperte, testimonianze, impressioni artistiche e pensieri costituiscono un altro segmento di In-finitum.

Bill Viola, ‘Bodies of light’, 2006, Courtesy Bill Viola Studio

Bill Viola, ‘Bodies of light’, 2006. Courtesy Bill Viola Studio

In mostra saranno presenti, tra le altre, opere di Giovanni Anselmo, Natvar Bhavsar, Pierre Bonnard, Berlinde de Bruyckere, Michael Borremans, Alberto Burri, Alexander Calder, Paul Cézanne, Antonio Canova, Eugène Delacroix, Ray & Charles Eames, Lucio Fontana, Adam Fuss, Giuseppe Gabellone, Francesco Hayez, Ann-Veronica Janssens, Anish Kapoor, Anselm Kiefer, Kimsooja, Yves Klein, Piero Manzoni, Brice Marden, Fausto Melotti, Mario Merz, Joan Mirò, Tatsuo Miyajima, Vic Muniz, Renato Nicolodi, Roman Opalka, Palagio Pelagi, Pablo Picasso, Otto Piene, Giovanni Battista Piranesi, Guido Reni, Gerhard Richter, George Romney, Thomas Ruff, Kazuo Shiraga, Ettore Spaletti, Vassilikis Takis, Diana Thater, Dirk Van De Len, Jef Verheyen, Rik Wouters, Gilberto Zorio.

Duane Michals, ‘The Human Condition’, 1969. © Duane Michals / Courtesy Pace/MacGill Gallery, New York

Duane Michals, ‘The Human Condition’, 1969. © Duane Michals / Courtesy Pace/MacGill Gallery, New York

Il catalogo MER. Paper Kunsthalle (in collaborazione con Skira per la distribuzione in Italia) è curato da Axel Vervoordt, con saggi di Francesco Poli, Giandomenico Romanelli, Eddi De Wolf e Norbert Jocks e un dialogo tra Axel Vervoordt e Tatsuro Miki; progetto grafico dello Studio Luc Derycke.

Palazzo Fortuny, San Marco 3780, San Beneto, Venezia, 6 giugno-15 novembre 2009

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Posted on: martedì, aprile 14th, 2009 at 18:30
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