<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Caustica &#187; architecture</title>
	<atom:link href="http://www.caustica.it/category/architecture/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.caustica.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 Jan 2010 16:26:57 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>le stanze di dimore</title>
		<link>http://www.caustica.it/2009/06/le-stanze-di-dimorele-stanze-di-dimore/</link>
		<comments>http://www.caustica.it/2009/06/le-stanze-di-dimorele-stanze-di-dimore/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 09:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[architecture]]></category>
		<category><![CDATA[Britt Moran]]></category>
		<category><![CDATA[Emiliano Salci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.caustica.it/?p=454</guid>
		<description><![CDATA[La casa che vorrei. Un nuovo spazio e un nuovo progetto per Emiliano Salci e Britt Moran. Un luogo in bilico tra privato e pubblico. 

Un involucro dove stratificare pezzi d’arte, ma anche oggetti e mobili semplici e sofisticati. Al secondo piano del palazzo milanese del ‘700, dove Emiliano e Britt già lavorano e vivono. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La casa che vorrei. Un nuovo spazio e un nuovo progetto per Emiliano Salci e Britt Moran. Un luogo in bilico tra privato e pubblico. <span id="more-454"></span></p>
<p><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/004solferino2009.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-464" title="004solferino2009" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/004solferino2009-274x412.jpg" alt="004solferino2009" width="274" height="412" /></a></p>
<p>Un involucro dove stratificare pezzi d’arte, ma anche oggetti e mobili semplici e sofisticati. Al secondo piano del palazzo milanese del ‘700, dove Emiliano e Britt già lavorano e vivono. Stanze che sono sommerse da un colore azzurro impolverato si intervallano con altre prive di colore, dove il decoro è ottenuto dalla cruda eliminazione delle varie stratificazioni dei rivestimenti.</p>
<p><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/116solferino2009.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-465" title="116solferino2009" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/116solferino2009-274x412.jpg" alt="116solferino2009" width="274" height="412" /></a></p>
<p>Pavimenti tutti diversi da ambiente a ambiente, lasciati come trovati e uniformati tra loro dalla patina ingrigita del tempo. Nel susseguirsi dei vari vani si assiste a una sistemazione di mobili, lampade, oggetti e opere, che dialogano tra loro.</p>
<p><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/151solferino2009.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-458" title="151solferino2009" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/151solferino2009-274x412.jpg" alt="151solferino2009" width="274" height="412" /></a></p>
<p>Un intimo e misterioso dialogo tra oggetti, mobili, arredi, ambienti, caratterizzati dalle più diverse ed eterogenee qualità stilistiche, formali e temporali. Oggetti di emisferi lontani sono avvicinati a volte da mobili scultori che fanno parte della propria collezione pensata e prodotta da Emiliano e Britt. Questi pezzi portano il nome di “Progetto Non Finito”, serie di sedute, tavoli, contenitori, librerie e lampade.</p>
<p><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/062solferino2009.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-460" title="062solferino2009" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/062solferino2009.jpg" alt="062solferino2009" width="550" height="367" /></a></p>
<p>Materiali come metallo corroso si alternano a metalli preziosi tipo argento invecchiato e ottone ossidato; lacche lucide si fondono a finiture più ruvide in vetroresina; tessuti di una cultura e filosofia classica, resi contemporanei nel modo di utilizzo.</p>
<p><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/088solferino2009.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-463" title="088solferino2009" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/088solferino2009-274x412.jpg" alt="088solferino2009" width="274" height="412" /></a></p>
<p>La luce tiepida e filiforme delle fonti luminose si mescola alla luce tenue che entra dai vecchi infissi e il tutto rende i colori dello spazio palpabili e morbidi.</p>
<p><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/137solferino2009.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-462" title="137solferino2009" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/137solferino2009-274x412.jpg" alt="137solferino2009" width="274" height="412" /></a></p>
<p>I corridoi neutri si allungano e si aprono in stanze con pareti screpolate, che scoprono i vari processi del tempo. La sintesi del contesto ideata da Dimore Studio crea abbinamenti inediti,<br />
affascinanti contrasti, sovrapposizioni di epoche, stili e geografie. Contenitore di vita contemporanea.</p>
<p><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/154solferino2009.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-459" title="154solferino2009" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/06/154solferino2009-274x412.jpg" alt="154solferino2009" width="274" height="412" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.caustica.it/2009/06/le-stanze-di-dimorele-stanze-di-dimore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Honeycomb</title>
		<link>http://www.caustica.it/2009/05/honeycombhoneycomb/</link>
		<comments>http://www.caustica.it/2009/05/honeycombhoneycomb/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 11:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[architecture]]></category>
		<category><![CDATA[Swarovski]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.caustica.it/?p=399</guid>
		<description><![CDATA[Confesso. Mi piace molto una delle ultime creazioni di Swarovski. Si chiama Honeycomb ed è uno scintillante graticcio modulare di luce concepito per creare spettacolari effetti visivi e spaziali.

Numerose variazioni del motivo a nido d’ape e una vasta tavolozza scintillante di cristalli colorati, in diversi tagli e misure, aprono le porte a infinite combinazioni, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso. Mi piace molto una delle ultime creazioni di <a href="http://www.architecture.swarovski.com" target="_blank">Swarovski</a>. Si chiama Honeycomb ed è uno scintillante graticcio modulare di luce concepito per creare spettacolari effetti visivi e spaziali.</p>
<p><span id="more-399"></span></p>
<div id="attachment_386" class="wp-caption aligncenter" style="width: 509px"><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/architectural_element_honeycomb_1.jpg"><img class="size-medium wp-image-386" title="architectural_element_honeycomb_1" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/architectural_element_honeycomb_1-499x412.jpg" alt="Honeycomb" width="499" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">Honeycomb</p></div>
<p>Numerose variazioni del motivo a nido d’ape e una vasta tavolozza scintillante di cristalli colorati, in diversi tagli e misure, aprono le porte a infinite combinazioni, per pareti e soffitti.<br />
Fa parte dei nuovi Architectural Elements Swarovski, una serie di blocchi di costruzione illuminati e impreziositi dai cristalli, che offrono una lussuosa ispirazione e nuove possibilità creative, grazie alla loro struttura modulare e la grande varietà delle forme.</p>
<div id="attachment_384" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/architectural_element_unveil_1.jpg"><img class="size-medium wp-image-384" title="architectural_element_unveil_1" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/architectural_element_unveil_1-550x388.jpg" alt="Unveil" width="550" height="388" /></a><p class="wp-caption-text">Unveil</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.caustica.it/2009/05/honeycombhoneycomb/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>cinema Rio</title>
		<link>http://www.caustica.it/2009/05/cinema-rio-rio-cinema/</link>
		<comments>http://www.caustica.it/2009/05/cinema-rio-rio-cinema/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 May 2009 10:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[architecture]]></category>
		<category><![CDATA[1:2:3]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.caustica.it/?p=333</guid>
		<description><![CDATA[Lo studio di design 1:2:3 ha sviluppato insieme a Kristoffer Sundin il progetto di interior e l’identità grafica per il cinema Rio a Stoccolma, in Svezia. Il nuovo concept rimanda all’originale – progettato da Albin Stark – e inaugurato negli anni Quaranta.

Si vede particolarmente nella scelta dei materiali e degli arredi. “Utilizzando lampade e tavoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio di design <a href="http://www.1-2-3-info.se" target="_blank">1:2:3</a> ha sviluppato insieme a Kristoffer Sundin il progetto di interior e l’identità grafica per il cinema Rio a Stoccolma, in Svezia. Il nuovo concept rimanda all’originale – progettato da Albin Stark – e inaugurato negli anni Quaranta.</p>
<p><span id="more-333"></span></p>
<div id="attachment_340" class="wp-caption aligncenter" style="width: 281px"><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/ew_d009-_mg_0385.jpg"><img class="size-medium wp-image-340" title="ew_d009-_mg_0385" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/ew_d009-_mg_0385-271x412.jpg" alt="ph: Erik Wåhlström" width="271" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">ph: Erik Wåhlström</p></div>
<p>Si vede particolarmente nella scelta dei materiali e degli arredi. “Utilizzando lampade e tavoli costruiti a mano e disegnati proprio per questo spazio, ci siamo riferiti al concept originale” spiega Kristoffer Sundin.</p>
<div id="attachment_347" class="wp-caption aligncenter" style="width: 301px"><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/invite-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-347" title="invite-2" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/invite-2-291x412.jpg" alt="ph: 1:2:3" width="291" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">ph: 1:2:3</p></div>
<p>Axel von Friesen conferma: “Abbiamo utilizzato le decorazioni esistenti per cogliere le diverse forme e il mood originale. C’è, per esempio, una struttura simile a un’onda, da noi utilizzata per le lampade a sospensione. Allo stesso modo abbiamo interpretato questa forma simile a un’onda dei vecchi pannelli del Rio per ritmare lo spazio dal buio alla luce&#8221;.</p>
<p>Lo studio ha anche creato un alfabeto in 3 dimensioni per l’interno e l’esterno del cinema.</p>
<div id="attachment_348" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/letters.jpg"><img class="size-medium wp-image-348" title="letters" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/letters-550x366.jpg" alt="ph: 1:2:3" width="550" height="366" /></a><p class="wp-caption-text">ph: 1:2:3</p></div>
<p>Al di là della normale programmazione di film, presso il cinema si terranno seminari, rassegne per bambini e spettacoli live. Durante il giorno il cinema funziona come café.</p>
<div id="attachment_341" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/ew_d009-_mg_0397.jpg"><img class="size-medium wp-image-341" title="ew_d009-_mg_0397" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/ew_d009-_mg_0397-550x366.jpg" alt="ph: Erik Wåhlström" width="550" height="366" /></a><p class="wp-caption-text">ph: Erik Wåhlström</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.caustica.it/2009/05/cinema-rio-rio-cinema/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>brandhorst</title>
		<link>http://www.caustica.it/2009/05/brandhorst-brandhorst/</link>
		<comments>http://www.caustica.it/2009/05/brandhorst-brandhorst/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 14:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[architecture]]></category>
		<category><![CDATA[Arup Lighting]]></category>
		<category><![CDATA[Brandhorst Museum]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Sauerbruch Hutton]]></category>
		<category><![CDATA[Udo and Anette Brandhorst collection]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.caustica.it/?p=318</guid>
		<description><![CDATA[Apre al pubblico il 21 maggio 2009 a Monaco di Baviera la collezione di Udo e Anette Brandhorst con il suo stupefacente insieme di opere d’arte moderna e contemporanea, ovvero lavori di Cy Twombly, Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Bruce Nauman, Mike Kelley, Alex Katz, Eric Fischl, Damien Hirst, Katharina Fritsch e molti altri.

E l’architettura dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apre al pubblico il 21 maggio 2009 a Monaco di Baviera la collezione di <a href="http://www.museum-brandhorst.de " target="_blank">Udo e Anette Brandhorst</a> con il suo stupefacente insieme di opere d’arte moderna e contemporanea, ovvero lavori di Cy Twombly, Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Bruce Nauman, Mike Kelley, Alex Katz, Eric Fischl, Damien Hirst, Katharina Fritsch e molti altri.</p>
<p><span id="more-318"></span></p>
<div id="attachment_314" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/brandhorst_8.jpg"><img class="size-medium wp-image-314" title="brandhorst_8" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/brandhorst_8-550x389.jpg" alt="ph: Andreas Lechtape " width="550" height="389" /></a><p class="wp-caption-text">ph: Andreas Lechtape </p></div>
<p>E l’architettura dello <a href="http://www.sauerbruchhutton.de" target="_blank">studio Sauerbruch Hutton</a> accoglie con naturalezza questa intensa esperienza estetica. Il nuovo edificio si sviluppa con leggerezza dove in precedenza si trovava una caserma. 21 colori compongono le diverse luminosità e gli effetti tonali della sua facciata multicolore che rimanda a un’opera astratta ricordandoci la sua funzione di museo d’arte. Elemento importante della nuova struttura è il progetto illuminotecnico di <a href="http://www.arup.com/lighting" target="_blank">Arup Lighting</a>, London. Grande enfasi è stata data alla luce naturale in contrasto a quella artificiale.</p>
<div id="attachment_316" class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px"><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/mbh_int001.jpg"><img class="size-medium wp-image-316" title="mbh_int001" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/mbh_int001-520x412.jpg" alt="vista interna del museo Brandhorst © Noshe" width="520" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">vista interna del museo Brandhorst © Noshe</p></div>
<p>Il concept per il museo ha inteso illuminare con luce naturale non solo, come normale, il piano superiore, ma anche i livelli inferiori. A piano terra, un sistema di riflettori dirige la luce dallo zenit attraverso un’asimmetrica striscia di finestre fino alle gallerie per una luce uniforme. In tutti gli spazi espositivi, la brillante luce diurna (più di 100,000 lux in estate) è filtrata da lame di luce per divenire appropriata per una galleria (circa 300 lux). Opalescenti tessuti al soffitto coprono i lucernari e garantiscono la distribuzione omogenea della luce naturale. In più, fonti di luce artificiali sono installate sopra i lucernari e quando necessario aumentano o sostituiscono la luce naturale. I calcoli hanno indicato che la luce naturale può essere utilizzata per il 50-75% di tempo di apertura del museo; ciò non solo offre una qualità di luce straordinaria per le opere d’arte ma contribuisce in modo significativo a ridurre i costi di gestioni del museo.</p>
<div id="attachment_313" class="wp-caption aligncenter" style="width: 528px"><a href="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/mbh_int014.jpg"><img class="size-medium wp-image-313" title="mbh_int014" src="http://www.caustica.it/wp-content/uploads/2009/05/mbh_int014-518x412.jpg" alt="Interior view of the Museum Brandhorst © Noshe" width="518" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">vista interna del museo Brandhorst © Noshe</p></div>
<p>I lucernari coperti dai tessuti trasparenti modulano l’aspetto visivo del piano terra e le gallerie al piano superiore. Questa costruzione è pienamente visibile da sotto, e fornisce luce naturale diffusa e omogenea senza l’incidenza di luce solare diretta, ed è integrata con i dispositivi di luce artificiale nascosti nel controsoffitto. Dispositivi intelligenti di controllo della lue garantiscono l’illuminazione appropriata e limita la quantità di luce dannosa alle opere d’arte.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.caustica.it/2009/05/brandhorst-brandhorst/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>leafy shade</title>
		<link>http://www.caustica.it/2009/04/leafy-shade-leafy-shade/</link>
		<comments>http://www.caustica.it/2009/04/leafy-shade-leafy-shade/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 13:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[architecture]]></category>
		<category><![CDATA[A-ASTERISK]]></category>
		<category><![CDATA[A-I-SHA]]></category>
		<category><![CDATA[Masahide Kakudate Lighting]]></category>
		<category><![CDATA[Shangai]]></category>
		<category><![CDATA[uji design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.caustica.info/?p=56</guid>
		<description><![CDATA[Lo studio A-ASTERISK in collaborazione con A-I-SHA architects ha ridisegnato, a Shanghai, l’interior design di un edificio per uffici concepito in origine per ospitare un hotel. 
Molti i problemi per la conversione da albergo a sede di uffici. Per esempio, la hall era troppo piccola, e alcuni spazi comuni troppo scuri. La soluzione? La creazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio <a href="http://www.a-asterisk.com" target="_blank">A-ASTERISK</a> in collaborazione con <a href="http://a-i-sha.com" target="_blank">A-I-SHA</a> architects ha ridisegnato, a Shanghai, l’interior design di un edificio per uffici concepito in origine per ospitare un hotel. <span id="more-56"></span></p>
<p>Molti i problemi per la conversione da albergo a sede di uffici. Per esempio, la hall era troppo piccola, e alcuni spazi comuni troppo scuri. La soluzione? La creazione di una vera e propria foresta all’interno della struttura per offrire l’impressione di un ambiente grande eppure accogliente.</p>
<p><a href="http://www.caustica.info/wp-content/uploads/2009/04/leafy11.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-95" title="leafy11" src="http://www.caustica.info/wp-content/uploads/2009/04/leafy11-274x412.jpg" alt="leafy11" width="274" height="412" /></a></p>
<p>Foto: Kaihara Syuhei; lighting design: <a href="http://www.bonbori.com" target="_blank">Masahide Kakudate Lighting Architect &amp; Associates </a><br />
Segnaletica: <a href="http://www.ujidesign.com" target="_blank">uji design</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.caustica.it/2009/04/leafy-shade-leafy-shade/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

